L’attimo del presente

Oggi è piovuto tutto il giorno, a volte scrosci d’acqua che sembravano fiumi hanno fatto rimpiangere il tempo dolce della primavera. Verso sera però, quando la luce dei negozi si riflette sull’asfalto bagnato, nel cielo plumbeo è apparso timoroso uno spicchio di sole. Come per magia è tornato il sereno. Me ne sto qui, appoggiato alle spallette del Ponte Vecchio, nello struggente imbrunire del tramonto quando le pietre dei palazzi di Firenze si colorano di rosa, affacciato braccia conserte, sul fiume che mi ha visto bambino. La città sembra preludere al riposo serale. La maggior parte delle persone, finito il lavoro, a quest’ora sta tornando a casa. Dietro a ciascuno di quei volti, alcuni coperti fino agli occhi da una mascherina, c’è una vita. Qualcuno indugia di fronte alle vetrine, altri entrano nelle botteghe a fare spesa, altri ancora si fermano e rubano qualche minuto al crepuscolo guardando svogliatamente l’acqua scorrere dove di tanto in tanto una canoa fila via veloce. Ho fatto il pieno d’aria, aria di casa, anche se casa mia è lontana, il mio cuore rimane in questa città. Cambiare rinascere, convertire lo sguardo, riuscire a passare anche per aperture strette e scomode, apparentemente impossibili da sondare, per ritrovare serenità. Qual è il risultato del cambiamento dovuto a questi due anni terribili? Forse cogliere gli attimi del presente, attimi fuggenti di felicità, leggeri e senza scampo, come il dolce cedere al sonno dopo una giornata di duro lavoro. Una quiete che ti accarezza l’anima. Mi avvio verso il centro senza una meta precisa e sento che mi fa bene passeggiare tra i vicoli stretti del centro, assaporare il suono delle voci, l’odore dell’asfalto bagnato e degli anditi umidi dietro i quali si celano impensabili giardini. Materiale muto e familiare, di cui solo io, tra frotte di turisti ignari e estasiati, conosco la storia. Materiale muto che parla al mio cuore. Mi ritrovo nuovamente sui Lungarni, i lampioni son già accesi e proiettano sull’acqua riflessi di luce. Respiro a pieni polmoni l’aria amica, fino a farmi male. Delle cose che ritroverò non mi importa nulla, ciò che conta è adesso, qui, dove il mio cuore coglie l’attimo del presente. Un momento fugace di felicità.

a.o.

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