Il “dopo” Matteo Messina Denaro

Comunicato Stampa con intervento del Presidente della Fondazione Antonino Caponnetto Salvatore Calleri

Firenze – Si parla già del “dopo” Matteo Messina Denaro. E forse è la parte della vicenda più importante. Addirittura più importante della cattura dello stesso superlatitante. Cosa Nostra non aveva un capo in Messina Denaro ma solo un personaggio di spicco. Un ex plenipotenziario di quella Cupola che vedeva in Totò Riina il suo deus ex machina incontrastato. Dopo Riina l’amico fedele Denaro. Dopo Denaro  fiancheggiatori e personaggi di spessore diverso. Che debbono essere assicurati alla giustizia e che potranno diventare la chiave di lettura di quanto accaduto in questi ultimi venti anni. Politica e mafia, istituzioni e mafia, imprenditoria e mafia. Una volta scoperto il codice verranno fuori i nomi da troppo tempo tenuti nella cassaforte delle connivenze e delle complicità. Proprio adesso lo Stato deve essere più forte e determinato sino al punto di sferrare il colpo di grazia per un repulisti generale che adesso potrebbe essere davvero a portata di mano. Un’occasione d’oro, forse unica, quella del “dopo Denaro”. Un’occasione da sfruttare senza esitazioni e con coraggio qualora si voglia davvero eliminare gran parte della feccia criminale, politica e istituzionale che per anni e anni ha avuto il potere di vita e di morte in Sicilia come nel resto d’Italia e oltre. Nel punto in cui siamo occorre spingere al massimo per portare alla luce decine di segreti che hanno insanguinato il nostro martoriato Paese. Ora più che mai si deve conoscere la verità su pupi e pupari da troppo tempo rimasti nella penombra di polverosi archivi sicuri, anzi certi, di rimanere impuniti. Adesso altre verità potranno svelarci le responsabilità che gravano su numerose stragi i cui contorni sono rimasti colpevolmente nebulosi a protezione di intoccabili e mammasantissima. Telefonino e agenda di Messina Denaro rappresentano la minima parte del suo enorme “data base” che speriamo salti fuori al più presto. Ma già da ieri e da ieri l’altro numerosissime persone non dormono più sonni tranquilli. Speriamo parimenti nella loro cattura, solo cosi l’operazione “Denaro” potrà dirsi conclusa: ”Già dalle scorse ore la lista degli indagati si è allungata notevolmente – dice Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto – dunque gli investigatori continuano le loro attività con la catalogazione del materiale sequestrato e con la relativa analisi che potrebbe nascondere ancora sorprese eclatanti.  Dopo l’autista del boss, Giovanni Luppino, è finito sotto inchiesta anche il medico che aveva in cura Matteo Messina Denaro a Campobello di Mazara, Alfonso Tumbarello, che bene conosceva anche altri personaggi di spicco della mafia locale. Auguriamo a magistratura e forze dell’ordine un proficuo lavoro che, in questo momento, può diventare determinante per assestare un colpo definitivo allo strapotere criminale”. La mafia è un fenomeno umano, diceva Falcone, e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. L’attualità di questo pensiero è sotto gli occhi di tutti e ci suggerisce di non perdere tempo.

Ufficio Stampa – Giuliano Rotondi – 368673566

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