Riporto con piacere un post dove c’è un’interessante analisi fatta dal giornalista Vittorio Di Trapani

Mascariare

È una di quelle parole che nascono in un territorio e sono talmente intrecciate alla storia e alla cultura di quel che territorio che tradurle in maniera precisa è impossibile.
Ogni traduzione è imprecisa, manca di un dettaglio o di una sfumatura però decisivi per capirne in profondità il significato.
Grossolanamente potremmo dire che “mascariare” è gettare su una tela fango per nascondere il vero disegno, per crearne uno totalmente diverso, di solito di segno opposto.

Non colori. Ma fango.

Perché “mascariare” serve non a rendere più bella la tela ma e sporcarla per delegittimare il soggetto rappresentato, fino a sfigurarlo, se non cancellarlo.

Ne volete un esempio concreto?

Il Procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, ha risposto con la lettera che vedete in allegato a un quesito del presidente della Commissione Antimafia siciliana, Claudio Fava, in merito a una vicenda che riguarda Paolo Borrometi.

Premessa: non conosco il testo del quesito posto da Fava, quindi manca un pezzo fondamentale per ricostruire il tutto.
Mi piacerebbe leggerla.

Il tema è l’attentato ai danni di Paolo Borrometi, e sventato grazie a una operazione straordinaria degli inquirenti che così hanno che si realizzasse.

Alcuni siti internet – chiarisco, non sempre testate giornalistiche registrate – hanno estrapolato dalla lettera di Zuccaro questa frase:
“…va evidenziato che l’ipotesi dell’autobomba costituisce un’interpretazione del giornalista, (…) ma comunque non suffragata da altri riscontri”.

Urca!
Insomma, Paolo Borrometi si è inventato tutto!
E infatti i titoli di questi siti hanno puntato proprio su questo.

Poi però leggiamo meglio: una interpretazione di Borrometi “…non campata in aria”.

Ah.
Allora, non si è inventato tutto?
Però, dai, insomma… mica convince molto questo Borrometi!

Ecco, allora leggiamo bene questa lettera di Zuccaro.
E partiamo proprio da questa frase.
I siti dicono: “…non campata in aria”.
Invece la lettera di Zuccaro dice: “… tutt’altro che campata in aria”.

Urca!
L’italiano è una lingua bella e precisa.
E le parole hanno un valore.
Fermo restando che già bastava il “NON campata in aria”, il procuratore Zuccaro dice di più: “TUTT’ALTRO CHE campata in aria”!

E se “TUTT’ALTRO CHE campata in aria” lo dice il procuratore che ha condotto le indagini, “vuol dire qualcosa di molto chiaro.

Soprattutto se poi la lettera la leggiamo davvero tutta.
Incisi compresi.

Come quello che a inizio lettera dice: “Trasmetto relazione, con allegati gli atti non più coperti da segreto investigativo…”.

Dato che Zuccaro non usa parole a caso, specificare che allega “gli atti non più coperti da segreto investigativo”, deduco con mia “interpretazione” – chissà se “campata in aria -, che ci sono anche atti che riguardano la stessa vicenda che invece sono ancora coperti da segreto.

E di questo, in quei siti, non c’è traccia.

Ma continuiamo a leggere la lettera.
Ancora evidenziando pezzi dei quali in quei siti non ho trovato traccia.

“…gli imputati manifestavano forte risentimento e progetti di attentato nei suoi confronti”, ovvero nei confronti di Borrometi.

Chiaro?
A me pare di sì.

La Dda di Catania si è occupata di imputati che manifestavano “progetti di attentato” contro Borrometi.

Chiaro.
Al di là di ogni possibile “interpretazione”.

E poi il procuratore specifica che nell’ordinanza di custodia cautelare degli indagati, ci sono brani “che in ogni caso sono certamente inquietanti perché sintomatici dei sentimenti nutriti da pericolosi esponenti mafiosi nei confronti” di Borrometi.

Insomma, facciamo sintesi.
Usando l’originale della lettera del procuratore capo di Catania Zuccaro:
1- imputati manifestavano “progetti di attentato” contro Borrometi;

2- l’ “interpretazione del giornalista” che dovessero essere realizzati con un’autobomba è “tutt’altro che campata in aria”;

3- negli atti ci sono brani “inquietanti” perché rivelano l’ostilità di “pericolosi esponenti mafiosi” contro Borrometi.

Ma invece cosa avevano detto quei siti?
Dell’autobomba contro Borrometi non c’è alcuna prova.
Che Borrometi prende in giro.
Che se l’attentato è “presunto”.
Che se si fosse trattato di un attentato di mafia, Zuccaro avrebbe agito.
Che Borrometi rischia l’indagine per calunnia.

Per un attimo – ma solo per un attimo – provo a seguirli.
Ok, l’attentato non era progettato con un’autobomba.
E allora cosa intendevano nelle intercettazioni con quel “iocufocu” (“fuochi di artificio” in siciliano)?
Ma si, magari non era un’autobomba. Magari lo “jocu focu” lo avrebbero fatto con armi da fuoco.

Ah beh, allora tutto apposto dai: mica un attentato con autobomba!
Solo con armi da fuoco!
Su, Borrometi, “bum, a terra”, per te – e i ragazzi della tua scorta – lo progettavano con armi da fuoco, mica autobomba!
Quindi, basta fare la vittima, capito?
Dovevi morire con “iocufocu” di armi mica di autobomba!

Ora basta con l’ironia, che mi viene il vomito, dopo 7 righe.

Evidentemente per qualcuno l’importante non è che una persona doveva essere vittima di un attentato mafioso, ma di come doveva essere realizzato!

Ora avete visto la differenza tra ciò che questi siti riportano e cosa invece realmente ha scritto il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro.
Ecco, io non so tradurre la parola “masciariare”, ma ho capito cosa è.

Questo è mascariare.

Perché deformare, deturpare in quel modo la lettera di Zuccaro serve solo a delegittimare Borrometi, con la conseguenza di isolarlo.
E se un “giornalista impegnato nella denuncia dei fenomeni criminali”, oggetto di brani “inquietanti perché sintomatici dei sentimenti nutriti da pericolosi esponenti mafiosi”, viene delegittimato e isolato, diventa vulnerabile.
Quindi un obiettivo più facile per “progetti di attentato nei suoi confronti”.

E purtroppo la storia della mafia, della camorra, della criminalità organizzata, è piena di esempi del genere.

Quando disturbi la mafia funziona così:
Fase 1: ti minacciano, ti intimidiscono, ti aggrediscono

Fase 2: se non pieghi la testa, provano a delegittimarti, per isolarti.

E se neanche così pieghi la testa, arriva la fase 3.

Ma non ci sarà la fase 3.
Perché ci siamo “noi”.
E perché anche questa volta lo Stato arriverà prima.
E vincerà.
Perché noi e lo Stato siamo molti di più e molto più forti dei mafiosi.
E quindi noi e lo Stato vinceremo.
Sempre.

Con buona pace dei professionisti del mascariamento.

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