La luce nascosta di Solimano Pezzella

Alle 7,51 di ieri ho ricevuto una foto da Solimano, ma non solo…
 

Naturalmente non ho vissuto la guerra
e non immagino nemmeno come possa essere stata,
se non per i racconti ascoltati, libri letti, documentari visti.
Mai mi sarei aspettato, come penso nessuno,
di ritrovarsi in un periodo storico altrettanto catastrofico.
Un periodo che racconteremo alle prossime generazioni chissà in quale modo, un periodo che andrà su quegli stessi libri che abbiamo studiato a scuola o raccontato con documentari e film come ne abbiamo visti a centinaia. Una cosa è certa, la percezione di come la si vive adesso,
sicuramente ognuno a modo suo. Fa da padrona anche la tecnologia, che se da una parte aiuta, dall’altra parte non fa altro che creare confusione.
Ma quello che è certo, è il fatto che quando si inizia ad avere tra i legami vicini, persone colpite da questo virus che giorno dopo giorno cresce sempre di più, in una gestione a dir poco apocalittica, dove non vieni avvisato del dove li abbiano portati, perché i familiari sono in quarantena e non possono nemmeno uscire per parlare con gli addetti dell’ambulanza, dove c’è chi passa giornate intere chiamando un reparto senza ottenere risposte, senza sapere come stanno le persone ricoverate.
In quel momento, che vieni al corrente di tutto questo, che realizzi cosa veramente succede là fuori, cambia la percezione e ti ritrovi nella condizione che quando esci di casa per beni di necessità, hai la paura di essere colpito, come se tu fossi in un videogioco, stando attento a non esporti, guardandoti intorno, come ci fosse qualcosa nell’aria e allora stai ancora più in ansia,
sperando che alle persone che hai vicino non succeda niente.
No, non so com’è la guerra, ma sto vivendo questa.

Solimano Pezzella

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