Croazia, Europa, Vergogna!

Non è solo il freddo la cosa peggiore, anche perché non sarà certo la neve a fermare le traversate. È un viaggio disperato quello dei profughi respinti al confine balcanico. L’Italia respinge in Slovenia, la Slovenia in Croazia, la Croazia in Serbia o in Bosnia-Erzegovina, nei campi di concentramento finanziati dall’Europa fuori dall’area Schengen. Sono i soldati croati ad essere i più zelanti ad usare la forza, la violenza, la cattiveria. Le guardie di confine, i nuclei speciali della polizia e altri agenti croati usano i cani, si accaniscono con bastoni, fruste e sassi su persone inermi la cui sola colpa è quella di voler chiedere domanda d’asilo in Italia o in un altro Paese dell’Ue.  Gianfranco Schiavone, triestino e vicepresidente di Asgi, l’associazione di giuristi specializzati nei diritti umani afferma «Sono afghani, pachistani, iracheni, iraniani, siriani e altre nazionalità, la maggior parte delle quali relative a Paesi da cui provengono persone con diritto alla protezione». Mesi e mesi in cammino per raggiungere l’Europa, a piedi, scappando da persecuzioni, conflitti, povertà. Sono scalzi, hanno i piedi martoriati, tagli e lividi sulle braccia, sulle gambe, sulla schiena. Qualcuno denuncia sevizie e stupri.

Zagabria respinge ogni accusa ma un video e le testimonianze, consegnate da “BVM” (Border violence monitoring), il network di organizzazioni di volontariato attivo in tutti i Balcani. al quotidiano Avvenire non lasciano alcun dubbio. I crimini contro gli esseri umani commessi nell’Unione Europea sono sotto gli occhi di tutti. Guardiamo le foto sui quotidiani e ci sentiamo piccola parte di una massa inerme, di una moltitudine di “giriamo pagina”, voce di un unico coro che solo raramente e molto debolmente suona stonata per riprendere subito l’infame intonazione dell’indifferenza, del “non voglio vedere”, dell’ignobile silenzio.

Croazia, Europa, Vergogna!

a.o.

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