Sono stato alle regole!!

La socializzazione assume nell’asilo e nella scuola primaria un ruolo indispensabile e fondamentale nel processo evolutivo del bambino. Se ciò manca, vengono penalizzate quelle attività che richiedono un lavoro di gruppo e quindi le dinamiche relazionali che sono necessarie per uno sviluppo armonico e sereno dei bambini, soprattutto per i più piccoli.

È importante aiutare i bambini senza sottovalutare l’impatto emotivo di questo periodo. Ci vogliono programmi definiti e competenze. Non serve fare pronostici e auspici, serve fare bilanci per dare risposte, agire e impegnarsi a risolvere. Gli auspici sono segni degli Dei da interpretare e comprendere e non è il nostro caso, mentre i pronostici vanno bene per immaginare ipotetici risultati elettorali oppure per giocare la schedina, mai e poi mai per scommettere sulla pelle dei più deboli…

Sono stato alle regole

Andrea, seconda elementare, guarda la maestra, si sente un po’ solo perché anche stamattina la mamma l’ha lasciato di fronte a quel cancello verde che delimita l’ingresso alla Scuola, Non l’ha accompagnato nell’ingresso. Lo ha abbracciato e gli dato un bacio ma non gli è bastato a confondere il cattivo odore che c’è nella stanza, non è quello penetrante del caffellatte in cucina che lo sveglia al mattino o dei biscotti della nonna, non è nemmeno quello buono e rassicurante della giacca di papà quando torna dal lavoro. In questa stanza piena di bambini e bambine non c’è più l’odore del gesso come l’anno scorso ma di alcool e di quel disinfettante che la mamma versa sul pavimento quando dà il cencio in bagno. Un odore che entra nel naso nonostante questi pezzi di stoffa che ha dovuto indossare prima di entrare in classe. Un odore cattivo che fa strizzare gli occhi e rimane sulle mani e sul grembiulino azzurro. Ecco! La maestra si alza dalla cattedra e fa un giro tra i banchi ma prima indossa una mascherina bianca che le copre il volto fin sotto gli occhi. Andrea la guarda avvicinarsi, ora è al suo fianco, sta per accarezzarlo ma poi ritrae la mano, il tempo di capire se sotto sotto la maestra gli ha sorriso che si è già allontanata ed è passata al banco di Chiara. Forse l’ha fatto veramente ma Andrea non è sicuro. Fa il giro di tutti i bambini chiamandoli per nome ma non li accarezza come faceva l’anno scorso, poi torna a sedersi alla cattedra. Si toglie quell’orribile pezzo di stoffa che le nasconde la faccia e inizia a parlare ma Andrea non la sente, ripensa a quelle figurine e a quel soldatino che Daniele, appena entrato in classe, voleva regalargli ma la maestra ha detto che non si può, anzi per la precisione che non si possono portare, all’interno della Scuola, oggetti che non siano quaderni, penne e libri. Ognuno deve stare al suo posto ed avere la propria matita, il proprio quaderno, l’astuccio e il libro. Niente soldatini o figurine dei calciatori. Anche a ricreazione stamattina tra lui, Chiara e Daniele non si son potuti scambiare il solito pezzetto di merenda come facevano sempre l’anno scorso. Quest’anno ognuno ha dovuto mangiare la sua al proprio posto senza alzarsi.  Andrea si guarda intorno, sa che tra un po’ tornerà a casa e potrà riabbracciare la sua mamma ed aspettare l’arrivo di papà per pranzare insieme, vicini, senza mascherine. Finalmente è a casa, a tavola e la mamma ha preparato il sugo di carne. Andrea ne è ghiotto. Papà gli sorride e fa la faccia buffa chiedendo come è andata oggi a scuola. Andrea lo guarda e risponde un po’ triste: «Sono stato alle regole».

a.o.

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