Sognare…

Conclusi i bagordi di ieri notte, i brindisi, i giochi, le solite inutili previsioni, è arrivato il pranzo del primo giorno dell’anno, finito il quale rimangono nell’aria, le parole, il sommesso brusio di coloro che ancora staccano dal panettone rimasto un chicco di uva o un candito, di chi si versa ancora un bicchierino, di chi sogna come sempre un anno migliore. Io seduto sulla mia cara e vecchia poltrona, soccombo al suo abbraccio, c’è odore di buono intorno, di sugo, di legna bruciata, c’è aria di famiglia, di valori, di presenze gradite e di prime laceranti assenze, sale all’orecchio un brusio dolce e sommesso che aiuta il torpore, risveglia ricordi assopiti. Gli occhi faticano a restare aperti ma la mente vola e attende a questo momento magico. Ricordi, ricordi, ancora ricordi. Invecchio, lo sento. Sento che non ho più la forza di una volta ma anche che per essere felice mi basta poco, l’odore dell’erba bruciata, un sorriso, la stretta di mano di un amico, sfogliare con avidità le pagine di un buon libro, scrivere. E ricordare. Invecchio, ma visto che invecchiare è l’unico modo per continuare a stare a questo mondo, non mi lamento. Rivedo i miei scarponi di cuoio salire per antichi sentieri, le lunghe serate passate in montagna, in rifugio, nell’attesa dell’arrampicata prima dell’alba, il mattino dopo. Rivedo le attese del sorgere del sole sulla cima, del riverbero della luce sulle creste innevate e la gioia incontenibile nel cuore. Ripenso a quando gli anni pesavano meno e il mondo sembrava appartenermi. Adesso ho capito che il mondo è di tutti e l’unico modo per farne parte degnamente è condividere le nostre emozioni e realizzare sempre e meglio le nostre relazioni. Qualche giorno fa, nel tardo pomeriggio, dal mio oliveto è passata la volpe. Strano perché si muove quasi sempre di notte. Ha attraversato l’oliveto diagonalmente partendo da dove ho piantato le rose e costeggiando la vigna, poi con un balzo ha salito il muro a secco che delimita il confine con il podere di sopra e velocemente ha raggiunto il canneto. Sono sicuro che mi ha visto, anche se ero lontano, a sedere sulla panchina, fermo e silenzioso. Ho trattenuto anche il respiro ma è troppo furba la volpe per non essersi accorta della presenza dell’uomo. Oltre all’istinto c’è poi l’olfatto, atavicamente radicato. Sviluppatissimo. Infallibile. Son rimasto a guardare l’acqua nel tronco di castagno della fontana, lo specchio liquido sembra immobile, compatto, le punte degli olivi si specchiano e formano una curiosa ragnatela di foglie verdi. Mi avvicino, lascio cadere un sassolino e osservo i cerchi concentrici che si formano. C’era pace intorno, era l’ora tarda del vespro e sentivo in lontananza suonare le campane della chiesa. Si nascondeva in tutto questo la vera bellezza, un disegno superiore, un “canto” nuovo, il componimento della natura da scoprire e assaporare. Un po’ come il momento che sto vivendo adesso, uno dei momenti del quotidiano in cui ti accorgi di aver staccato la spina. In quel preciso istante respiri di nuovo ed è bello tornare a sognare. Tutto questo forse ha il sapore della malinconia, o forse non è neanche questo, forse è progettare ancora, capire che di fronte a me si aprono ulteriori possibilità, nuove sfide. Sto vivendo questo tempo ma non voglio sentirmi bloccato nell’attimo, non voglio essere condizionato al semplice istante, voglio andare oltre. Forse questo potrebbe essere un buon inizio, un buon sogno. Coltivare convivenze e relazioni con interessi comuni di bellezza, di giustizia, di pace, di solidarietà, di amore e rispetto verso il pianeta. Insieme contrastare e combattere gli affaristi, i mafiosi, i corrotti, i politicanti nazionalisti e imperialisti, ma anche le connivenze dei cosiddetti buoni o giusti, le loro incoerenze, le loro vergognose rimozioni, pigrizie, comodità, doppie verità, i loro incredibili scivoloni su di un’etica solo apparente. I sogni non costano nulla. I sogni grandi non costano più che i sogni piccoli quindi per il 2023 lasciatemi sognare in grande. Il botto di un tappo di spumante mi fa sobbalzare, qualcuno non ne ha ancora abbastanza e ha ancora voglia di far festa.

“Scusa Ale…ti eri appisolato?”

“Assolutamente, stavo solo sognando. Buon Anno”.

a.o.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.